La Peggy Guggenheim Collection è il museo fondato da Peggy Guggenheim a Venezia, a partire dalla sua collezione personale, ed è situato a Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande.
A seguire:
- una sua storia e descrizione (con in coda l’elenco e una breve descrizione di alcune delle opere principali esposte);
- tutte le info utili per la visita (indirizzo e mappa, contatti, orari e prezzi, biglietti, tour guidati, mostre temporanee, hotel in zona, ecc.);
- alcuni approfondimenti (libri e cataloghi, link a contenuti correlati).
Storia e descrizione
La Peggy Guggenheim Collection è il più importante museo in Italia per l’arte europea e americana del XX secolo. Si trova a Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande a Venezia, ed è parte della Solomon R. Guggenheim Foundation. Raccogliendo principalmente la collezione personale di Peggy Guggenheim (1898–1979), ex moglie dell’artista Max Ernst e nipote del magnate Solomon R. Guggenheim, questo museo — un tempo abitazione privata della collezionista — custodisce una raccolta per certi versi più contenuta e concentrata rispetto agli altri musei Guggenheim, ma di straordinaria coerenza e qualità.
La protagonista assoluta della storia del museo è naturalmente Peggy Guggenheim stessa, figura eccezionale e visionaria. Figlia di Benjamin Guggenheim e Florette Seligman, Peggy era nipote di Solomon R. Guggenheim, fondatore dell’omonima fondazione. La famiglia aveva costruito la propria fortuna nell’estrazione di argento e rame, e nell’industria dell’acciaio, mentre i Seligman erano importanti banchieri. Nell’aprile del 1912, quando Peggy aveva tredici anni, suo padre Benjamin morì nel naufragio del Titanic.
Cresciuta a New York, con il suo primo marito frequentò la scena artistica parigina negli anni Venti, stringendo amicizia con artisti come Brancusi e Duchamp. Nel 1938 aprì una galleria d’arte a Londra, la Guggenheim Jeune, dove presentò la prima personale britannica di Kandinsky e portò all’attenzione del pubblico artisti come Tanguy e Cocteau. In quegli anni comprò la sua prima opera — una scultura di Hans Arp — e maturò l’idea di creare un museo di arte moderna a Londra, progetto che lo scoppio della guerra rese impossibile. In quel periodo difficile, tuttavia, riuscì ad acquistare un gran numero di opere importanti.
Nel 1939–40, abbandonato il progetto londinese, Peggy tornò a Parigi, dove si impegnò nell’acquisto frenetico di opere per la collezione, determinata a “comprare un quadro al giorno”. Acquistò capolavori di Braque, Dalí, Delaunay, Mondrian e Picabia, e sorprese Fernand Léger acquistando il suo dipinto Uomini in città nel giorno stesso in cui Hitler invadeva la Norvegia. Nel 1942, a New York, aprì la galleria-museo Art of This Century, dove tenne la prima personale di Jackson Pollock, artista di cui divenne mecenate e sostenitrice.
Nel 1947 Peggy decise di tornare in Europa: la sua collezione venne esposta per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1948, nel padiglione della Grecia. Fu la prima occasione in cui il pubblico europeo poteva vedere opere di artisti come Arshile Gorky, Pollock e Rothko: il padiglione divenne l’esposizione più completa e coerente del modernismo mai presentata fino ad allora in Italia.
Nel 1948 Peggy acquistò Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, dove trasferì definitivamente la sua collezione, aperta al pubblico a partire dal 1949. Il palazzo è un edificio singolare: progettato a metà del XVIII secolo dall’architetto Lorenzo Boschetti, rimase incompiuto e non superò mai il piano terreno, motivo per cui i veneziani lo chiamarono affettuosamente “il palazzo nonfinito“. È l’unico edificio a un solo piano di tutto il Canal Grande, e questa sua eccezionale bassezza lo rende oggi ancora più prezioso, con la terrazza che si affaccia direttamente sull’acqua a livello dell’occhio.
Nel 1976 Peggy donò il palazzo e la collezione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, dopo che la stessa collezione, proposta in dono al Comune di Venezia, era stata rifiutata. Morì il 23 dicembre 1979, a Camposampiero, all’età di 81 anni. Le sue ceneri riposano in un angolo del giardino di Palazzo Venier dei Leoni, dove aveva fatto seppellire anche i suoi numerosi amati cani.
Dal 1980 la Fondazione ha deciso di rispettare il forte legame di Peggy con Venezia, trasformando a tutti gli effetti Palazzo Venier dei Leoni in un museo aperto al pubblico. Nel 2012 la collezione si è arricchita con la donazione di 83 opere da parte dei coniugi americani Hannelore e Rudolph Schulhof, comprendente lavori di Alberto Burri, Alexander Calder, Jasper Johns, Mark Rothko, Claes Oldenburg, Cy Twombly, Andy Warhol e Anish Kapoor, tra gli altri.
All’interno del luminoso palazzo sono custodite opere di oltre 200 artisti, che riassumono i principali movimenti d’avanguardia novecenteschi: Cubismo, Surrealismo, Espressionismo astratto americano e Futurismo, ma anche Pittura Metafisica, astrazione europea e scultura d’avanguardia. Gli spazi espositivi si estendono all’interno del palazzo e nel magnifico Giardino delle Sculture Patsy R. e Raymond D. Nasher, dove le opere dialogano con la vegetazione e con la luce veneziana. Il museo ospita anche una ricca collezione di astrattismo informale italiano, con importanti lavori di Lucio Fontana, Afro Basaldella, Agostino Bonalumi, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggiani, Emilio Vedova e Carla Accardi.
Il museo accoglie ogni anno oltre 350.000 visitatori, rendendolo il secondo museo più visitato di Venezia dopo Palazzo Ducale.
Opere famose
Qui una breve descrizione di dieci tra le opere più rappresentative e iconiche della collezione permanente:
1. L’angelo della città – Marino Marini (1948) – L’opera più celebre del museo è questo bronzo del 1948, posizionato sulla terrazza di fronte a Palazzo Venier dei Leoni, direttamente sul Canal Grande. Il cavaliere a braccia aperte e con il volto rivolto verso il cielo è diventato l’immagine simbolo del museo: una figura di sensualità e slancio vitale che sembra volare sull’acqua.
2. Alchimia – Jackson Pollock (1947) – Sedersi ad osservare Alchimia di Pollock mentre dietro scorre il Canal Grande è descritto come una delle esperienze più mistiche che Venezia sa offrire. Capolavoro del dripping polockiano, è una delle opere più importanti dell’Espressionismo astratto americano e testimonia il decisivo sostegno che Peggy diede all’artista.
3. L’impero della luce – René Magritte (1953–54) – In un’unica immagine convivono e si contrappongono il giorno e la notte, creando nello spettatore un senso di straniamento. Le due parti del giorno portano con sé significati opposti: da un lato l’armonia e la sicurezza della luce, dall’altro il senso di solitudine e malinconia del buio. È una sensazione che la tela riesce a trasmettere già al primo sguardo.
4. La vestizione della sposa – Max Ernst (1940–41) – Esemplificativa del Surrealismo veristico di Max Ernst, artista che fu marito di Peggy Guggenheim, quest’opera lascia l’osservatore sconvolto: colori sgargianti, soggetti mostruosi sia umani sia mutanti, che conservano un carattere primordiale e scioccante.
5. La nascita dei desideri liquidi – Salvador Dalí (1931–32) – Questa tela di Dalí è uno degli esempi più potenti dell’immaginario onirico e perturbante del Surrealismo. Paesaggi rocciosi, figure ibride e simbolismi oscuri si fondono in una visione di rara intensità.
6. Uccello nello spazio – Constantin Brancusi (1932–40) – Acquistata da Peggy mentre i tedeschi si avvicinavano a Parigi, è uno dei capolavori assoluti della scultura moderna. La forma astratta e levigata di Brancusi riduce l’essenza del volo a pura linea ascendente.
7. Uomini in città – Fernand Léger (1919) – Presente nella collezione permanente, è uno dei vertici del Cubismo applicato alla modernità industriale. Peggy lo acquistò da Léger in persona nel giorno dell’invasione della Norvegia da parte di Hitler — un aneddoto che lo rende anche un documento di storia.
8. Composizione – Piet Mondrian (1938–39) – Le Composizioni di Mondrian nella collezione rappresentano la sintesi più rigorosa del Neoplasticismo, con le celebri griglie di linee nere e campi di colori primari che Peggy raccolse nei suoi frenetici anni parigini di acquisti.
9. Donna sgozzata – Alberto Giacometti (1932) – Una delle sculture più inquietanti e potenti del Surrealismo. La figura allungata e violenta riassume le ossessioni plastiche di Giacometti prima del suo approdo al linguaggio più maturo del dopoguerra.
10. Paesaggio con macchie rosse n. 2 – Wassily Kandinsky (1913) – Questo dipinto è uno degli esempi più sublimi dell’astrazione lirica di Kandinsky, realizzato nel periodo cruciale in cui l’artista russo stava elaborando il suo linguaggio astratto puro. Le forme cromatiche sembrano fluttuare liberamente sulla tela.
Visita
Indirizzo e mappa
Peggy Guggenheim Collection c/o Palazzo Venier dei Leoni – Dorsoduro, 701 – I-30123 Venezia (VE), Italia
Contatti
Peggy Guggenheim Collection
Informazioni generali
Telefono: +39 041 240 5411
Fax: +39 041 520 6885
Email: info@guggenheim-venice.it
Servizi per il pubblico
Telefono: +39 041 240 5440 / +39 041 240 5419
Fax: +39 041 520 6885
Email: visitorinfo@guggenheim-venice.it
Direttrice: Karole P.B. Vail
Orari di apertura
Gli orari di apertura della Collezione Peggy Guggenheim:
- Lunedì, ore 10.00 – 18.00
- Martedì, chiuso
- Mercoledì-domenica, ore 10.00 – 18.00
Ultimo ingresso alle 17
Chiusura settimanale: martedì
Altri giorni di chiusura: 25 dicembre
Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2026
Durata visita
La visita alla Collezione Peggy Guggenheim richiede in media tra un’ora e mezza e due ore, considerando sia la collezione permanente sia le mostre temporanee. Per godere al meglio degli spazi e delle opere, è consigliato visitare il museo in mattinata o nel primo pomeriggio, evitando le ore di maggiore affluenza, specialmente nei mesi primaverili ed estivi.
Per una visita essenziale, concentrata sulle sale della collezione permanente e sulle sculture del giardino Nasher, un’ora e mezza è generalmente sufficiente per ammirare i capolavori principali senza fretta eccessiva.
Per una visita più approfondita, che includa anche le mostre temporanee, una passeggiata attenta nel giardino delle sculture, l’ascolto delle audioguide disponibili e magari una sosta al Museum Café con vista sul giardino, si consiglia di pianificare almeno due ore e mezza, fino a tre ore. Le mostre temporanee rappresentano un valore aggiunto alla collezione permanente e spesso offrono chiavi di lettura inedite sull’arte del Novecento e sui protagonisti del collezionismo internazionale.
Vale la pena ricordare che ogni giovedì, dalle 14 alle 18, il museo apre gratuitamente le porte ai residenti e ai nati nel Comune di Venezia, nonché agli studenti degli atenei veneziani — un’occasione da non perdere per chi vive o studia in città.
Prezzi
Il costo dei vari tipi di biglietti di ingresso:
- Biglietto intero: € 16,00
- Biglietto ridotto: € 14,00
(per le persone con più di 65 anni e tutte le categorie di visitatori indicati qui) - Biglietto ridotto: € 9,00
(per gli studenti fino a 25 anni e tutte le categorie di visitatori indicati qui) - Biglietto gratuito: per i bambini fino a 10 anni, i soci e e tutte le categorie di visitatori indicati qui
Ingresso gratuito
Per ogni giovedì del 2023, nella fascia oraria 14-18, era previsto l’ingresso gratuito anche per tutti i residenti e i nati a Venezia e per tutti gli studenti universitari degli atenei lagunari. Ovviamente occorre avere con sé un documento di identità. Da capire se questo ingresso gratuito sarà mantenuto anche per il 2026.
Biglietti
È possibile acquistare online il biglietto salta fila per la Collezione Peggy Guggenheim su Tiqets, un portale che offre tour e altri tipi di attività a Venezia come pure nel resto d’Italia e del mondo:
– Cancellazione gratuita, con rimborso completo, fino a 24 ore prima dell’orario di ingresso scelto
Tour guidati
Questi invece dei tour guidati di Venezia, offerti tramite GetYourGuide, che prevedono la visita guidata della Peggy Guggenheim Collection e/o dei giri in gondola che consentono di ammirare il Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione, dall’esterno:
Mostre temporanee
Le mostre temporanee in corso e in programma presso la Peggy Guggenheim Collection, l’archivio di quelle passate ed eventuali altri eventi ospitati presso la Collezione.
Mostre in corso
- Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista
25 aprile- 19 ottobre 2026
Mostre in programma
- Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento
14 novembre 2026 – 29 marzo 2027
Mostre passate
- Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana
11 ottobre 2025 – 2 marzo 2026 - Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio
12 aprile – 15 settembre 2025 - Marina Apollonio. Oltre il cerchio
12 ottobre 2024 – 3 marzo 2025 - Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere
13 aprile – 16 settembre 2024 - Marcel Duchamp e la seduzione della copia
14 ottobre 2023- 18 marzo 2024
Hotel in zona
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Per approfondire
Libri e cataloghi
Segnaliamo qui diversi libri di/su Peggy Guggenheim, tra cui la sua autobiografia, il catalogo della mostra Peggy Guggenheim. L’ultima dogaressa tenutasi qualche anno fa proprio presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e un paio di libri illustrati per ragazzi. Per concludere, anche la guida Lonenly Planet Pocket di Venezia. Sono tutti volumi acquistali online su Amazon.

Una vita per l’arte.
Confessioni di una donna che ha amato l’arte e gli artisti
di Peggy Guggenheim
Editore: Rizzoli (2021)
416 pagine

Peggy Guggenheim.
L’ultima dogaressa
a cura di Karole P. B. Vail e Vivien Greene
Editore: Marsilio (2020)
255 pagine

Peggy Guggenheim.
La mia vita a colori
di Sabina Colloredo e Sara Not (illustratrice)
Editore: Einaudi Ragazzi (2018)
120 pagine

Un’ereditiera ribelle.
Vita e avventure di Peggy Guggenheim
di Sabina Colloredo e Alessandra Cimatoribus (illustratrice)
Editore: EL (2003)
128 pagine
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Foto
Foto in alto: facciata di Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande (sede della Peggy Guggenheim Collection, Venezia).
Titolo originale: “Museo Guggenheim (Venice)”.
By AbxBay via Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)


